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Editoriale n° 72 – 2019

EMO Hannover tra il calo degli ordini e la necessità di investimenti

Ordinativi in calo, sia per quanto riguarda il mercato estero, sia per ciò che concerne la domanda interna. I numeri del secondo trimestre, giunti a terzo trimestre inoltrato, proprio alla ripresa a pieno regime dopo la pausa estiva, hanno generato uno scossone a livello globale. In Germania come in Italia, due delle nazioni leader nel settore delle macchine utensili, la frenata è brusca ed evidente. In Italia, il 31% in meno rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, con un -43% sul mercato domestico e un meno drammatico -28,5% su quello estero, rappresentano indicatori di una situazione che è poco meno di un quinto inferiore al 2015, non precisamente un anno record nell’industria manifatturiera tricolore. Per quanto riguarda la Germania, il calo è decisamente minore, attorno al 20%, focalizzato principalmente sui mercati extra europei, mentre in Europa la diminuzione degli ordini si aggira attorno al 5%. Parte del quadro, è il fatto che per le aziende manifatturiere italiane, la Germania, in particolare le aziende automobilistiche, rappresentano gran parte degli ordinativi esteri e sono quindi ampiamente parte in causa del calo degli ordini di più di un quarto.

Le ragioni del calo, in gran parte atteso, ma certamente sorprendente nelle proporzioni, soprattutto dopo un 2018 in generale positivo e in Italia decisamente più che positivo, sono svariate: da una parte pesa l’instabilità politica, che penalizza il mercato delle macchine utensili a livello globale, al punto che in Asia ed Estremo Oriente non se la passano certamente meglio che nel Vecchio Continente; dall’altra, invece, influisce decisamente il calo degli ordini dell’industria automobilistica, frenati dalla riconversione degli impianti verso nuove modalità di propulsione, a cui si aggiunge una generale difficoltà del mercato dell’automobile.

In Italia, poi, gli industriali lamentano una politica intermittente degli sgravi sugli investimenti, prima bloccati e poi rilanciati dal Decreto Crescita: in conclusione, le aziende chiedono politiche stabili per quanto riguarda gli iper-ammortamenti e i super-ammortamenti, in pratica auspicando una stabilizzazione degli incentivi, il che, per natura, sarebbe anche positivo dal punto di vista dell’aumento degli ordini e del potere di acquisto, mentre dall’altra sancirebbe il principio che le aziende italiane non riescono a sviluppare il mercato senza ausili di stato, un principio invero pericoloso. Se si devono inserire modifiche strutturali, allora più che su incentivi all’acquisto sarebbe opportuno intervenire sul cuneo fiscale e sulle imposte sul lavoro.

Insomma, è in un clima di sostanziale incertezza, legata anche alla necessità di introdurre innovazioni tecnologiche relative all’industria 4.0, azione non facile in un periodo di calo degli ordini, che si va ad Emo Hannover: una edizione non tra le migliori, sia per quanto riguarda il clima che si respira nei corridoi sia per l’effettivo interesse dei visitatori, ma di certo un momento fondamentale per fare il punto sulla congiuntura e sulle iniziative da prendere.